Luxuria in bikini in Sardegna ricoperta da insulti. Lei si fa una risata: "Fatevi una vita, frustrati"

“Perché dovrei perdere tempo ed energie con questi sfigati? Sono in Sardegna, in un posto bellissimo": l'ex onorevole e conduttrice però rilancia un'idea

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“Fatevi una vita!!! Questa foto la dedico agli haters, gli sfigati e i frustrati dei social”. Luxuria in bikini color ciclamino sorride immersa nelle acque cristalline della spiaggia del Poetto di Cagliari e manda a quel paese con indubbia allegria tutti coloro che l’hanno insultata sui social per aver pubblicato due giorni fa una foto sdraiata in costume da bagno da Mari Pintau, altra bellissima località balneare vicino al capoluogo sardo. I commenti, o per meglio dire gli insulti, non andavano per il sottile”Mi fa impressione”, Che paura, né carne né pesce”, “Decadenza totale, un uomo travestito da donna merita solo compassione” e via commentando tra omo-transfobia e pregiudizi. 

Perché perdere tempo con questi sfigati?

La conduttrice de “L’Isola dei famosi”, impegnata in questi giorni in un tour teatrale che l’ha portata in Sardegna, non si è certo fatta intimorire. E in un’intervista al Corriere della Sera ha spiegato perché non si arrabbia per niente: “Perché dovrei perdere tempo ed energie con questi sfigati? Sono in Sardegna, in un posto bellissimo, davanti a un mare turchese. Guardi, se non mi avessero avvisata non me ne sarei accorta”. E ancora: “Quel post lo avevo pubblicato dalla spiaggia di Mari Pintau, che sembra davvero un mare dipinto, come dice il nome in sardo. È stato un gesto spontaneo, mica volevo darmi arie da sirenetta o da Miss Italia. Ero in spiaggia e in spiaggia non ci vai con il cappotto. Fine”. Una domanda però Luxuria se la fa, non capendo perché chi la critica con corredo di tanti pregiudizi a segua sui social: “Ma io dico: se non ti piace il freddo non andare in Alaska”. E racconta qual è la sua ricetta della serenità, dopo anni di battaglie: “Io ho imparato a vivere la vita reale, a vedere le persone negli occhi, ai loro sorrisi, a un’esperienza tattile. Non vivo questa bolla di persone che spesso non hanno neanche il coraggio di metterci la faccia. Non sono nemmeno haters: sono dei poveri frustrati che non riescono a farsi una vita propria e devono criticare quella degli altri”.

Mancano campagne di sensibilizzazione

Manca una legge adeguata a colpire gli autori di questi commenti? Anche in questo caso l’opinione di Luxuria è improntata al laissez vivre e guarda piuttosto al problema culturale che sta alla base: “Sinceramente non mi fa gioire sapere che una persona si fa qualche mese in più in carcere per un reato di odio. Quello che manca davvero sono le campagne di sensibilizzazione all’inclusione e al rispetto. Rimprovero al governo di lanciare messaggi di solidarietà quando succedono fatti di cronaca, ma quando gli chiedi di fare campagne nelle scuole contro l’omotransfobia ti rispondono che quella è la teoria gender, come se volessi influenzare la sessualità di un adolescente. In realtà non vogliono fare nulla. Anzi, gli insulti dal loro punto di vista servono a far capire a un gay o trans che se vuole vivere liberamente, avrà sempre problemi”.

Una risata li seppellirà

Ovviamente la forza dell’allegria ha la meglio sull’odio, come recita la famosa frase: “Una risata vi seppellirà”. E così c’è per fortuna anche chi commenta: “Io che ribollo ogni volta che apro i commenti, e tu che invece splendi con la tua forza, mettendo all'angolo l'ignoranza e la cattiveria umana! Grande stima!!”.

25/07/2024
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