Francesca Fagnani nella classifica di Forbes delle 100 donne più influenti del 2023. La sua ironica reazione al riconoscimento

Il successo con il programma “Belve” è arrivato dopo una lunga gavetta da giornalista che è stata allieva anche di Minoli e Santoro

di Redazione

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È stata appena inserita da Forbes tra le 100 donne più influenti del 2023, ma Francesca Fagnani reagisce mostrando un’ironia travestita da modestia: "Se ogni anno ne devono mettere 100 le probabilità sono alte". L’orgoglio per il risultato c’è tutto però così come quello per i ragazzini che le chiedono i selfie, convinti che il suo programma sia su TikTok dove gli spezzoni delle celebri interviste feroci e "non polverose" sono virali con 280 milioni di visualizzazioni. 

La domatrice di Belve

A 46 anni Francesca Fagnani si gode il successo "arrivato dopo venti anni di gavetta e in cui la conduzione è stato l'ultimo passo del percorso professionale", dice in una intervista all'Ansa in cui citai suoi maestri "Gianni Minoli e Michele Santoro". Premiata al Marateale, Fagnani ha parlato delle novità del suo programma: "Belve torna in prima serata su Rai2 il martedì dal 26 settembre per un primo ciclo di cinque puntate, un secondo è previsto a primavera. Il programma resterà lo stesso ma si arricchirà di alcuni snodi divertenti con il contributo di amici, ma sempre rimanendo una trasmissione di parola, senza servizi. Alleggerimento, o come dico io 'prendere pausa da me' non vuol dire perdere cattiveria". Fagnani confessa che ormai per essere intervistati a Belve c'è la fila e che i no di un tempo sono ormai una rarità.

Belve o prede?

"Chi viene sa cosa aspettarsi, un'intervista serrata, aperta in cui emergono aspetti inediti e non è detto che se viene fuori un'ombra, una fragilità non sia utile all'intervistato. Tutti noi siamo imperfetti, incoerenti, con zone d'ombra e questo fa amare le persone che sono intervistate, piuttosto che mostrarsi come fenomeni e questo secondo me è stato recepito e perciò i no sono sempre meno rispetto a chi si propone". Ma come sceglie le sue belve Fagnani? "Il faro per me resta sempre il titolo, non basta essere famosi, bisogna avere qualcosa fuori dal comune, che sia caratteriale o di vissuto, bisogna essere divisivi, non necessariamente amabili. Mi studio la storia delle persone e poi a pelle decido. Tutti gli ospiti che sono venuti, di spettacolo o meno, erano portatori di un essere non banale". 

La cronaca e la banalità del male

Non solo personaggi dello spettacolo, Fagnani rivendica anche la ribalta a persone di cronaca, magari le ex camorriste conosciute nelle sue inchieste sulla criminalità organizzata. A questo proposito cita anche la serie “Mare Fuori” che apprezza: "Nel 2018 ho fatto un reportage dentro il carcere minorile di Nisida e vedere una serie così aderente alla realtà, per quanto ovviamente romanzata, è molto interessante. Sono storie comuni e capisci la banalità del male e la difficoltà di questi ragazzi nell'emanciparsi da un destino spesso segnato". 

Un sogno avverato, ma piedi per terra

Il giornalismo per Francesca Fagnani è "una passione totalizzante, un sogno avverato: non voglio fare altro. Poi ho altre passioni che sarebbero potute diventare un mestiere, per esempio l'enogastronomia, la nutrizione sono campi che amo e anche la farmaceutica", risponde la giornalista che sta anche scrivendo un libro di cronaca per Rai Eri sulla criminalità organizzata. La popolarità se la gode "con molta gratitudine, però avendo tanta esperienza so anche che va a onde, non mi sono scoraggiata nei momenti bassi del mio percorso e non mi esalto per quelli alti. In questo senso sono anche contenta di aver avuto visibilità solo dopo tanti anni, così ho i piedi ben per terra". 

La strategia con gli odiatori di professione

Con i social è in buoni rapporti e da persona nota non è scontato: "Ricevo molto affetto e con quei pochi odiatori che ci sono, cattivissimi, non mi ci ingarello, loro lo fanno per esistere, sperano solo che io gli risponda e io questo regalo non lo faccio". Su che cosa farebbe una battaglia? "Sulla parità economica tra uomo e donna. Accade nel giornalismo, a me è capitato a parità di ruolo essere pagata meno in quanto donna, ma accade ovunque, se vai nei centri anti-violenza la prima cosa che ti dicono e che capisci è che senza l'indipendenza economica e la parità economica la violenza non si interrompe". Cosa le fa dispiacere? "Quando per il mio successo mi associano a Enrico Mentana, il mio compagno da oltre 10 anni. La trovo una cosa così sessista".

31/07/2023
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