Melania Trump torna alla Casa Bianca: la cifra per il documentario sulla sua vita è da capogiro

di Redazione

L'ex e presto futura First Lady Melania Trump ha ricevuto un compenso di 40 milioni di dollari per la realizzazione del documentario sulla sua vita in cui compariranno pure il marito Donald e il figlio Barron. Lo scrive la rivista politica Puck e la notizia è stata confermata dal New York Post. Il documentario, diretto dal regista di Rush Hour, Brett Ratner, dovrebbe uscire nei prossimi mesi nelle sale e in streaming, e potrebbe essere il primo di una serie di progetti comuni con Amazon i cui diritti sarebbero compresi nella somma multimilionaria indicata da Puck.

La First Lady pagata da Amazon

Secondo il New York Post, Amazon avrebbe battuto Disney sommergendo con milioni di dollari la puntata di 14 milioni degli studi californiani. Il Post vede nel progetto con Amazon l'ultimo segnale che Melania si sente più a suo agio nell'aprirsi al pubblico: "Ora è più sicura di sé e ha preso pieno controllo della sua immagine pubblica, che sa valere milioni, ed è pronta a essere pagata per il lavoro che sta mettendo nel documentario e per rivelare di più su se stessa".

Il lavoro di Brett Ratner dopo l'accusa di molestie sessuali 

Per il regista Brett Ratner, si tratta del suo primo progetto dietro la macchina da presa da quando è stato accusato di molestie sessuali al tempo del #MeToo. Gli studi Mgm di Amazon hanno accettato di diffondere il film che uscirà nel 2025 e che vede Melania nel ruolo di produttore esecutivo al fianco di Fernando Sulichin che ha condotto in porto Snowden di Oliver Stone e Flag Day di Sean Penn. Ratner è stato ostracizzato a Hollywood dopo esser stato accusato di molestie sessuali da sei donne nel 2017. Il regista era stato scaricato dalla sua agenzia e da allora non aveva più girato film. 

Nuovo corso fra Trump e Bezos

Il documentario sulla ex e futura First Lady "darà agli spettatori una visione dietro le quinte" di Melania Trump, ha detto un portavoce di Amazon annunciando il progetto che offre un nuovo segnale del disgelo tra la futura presidenza Trump e Amazon. Il proprietario del colosso del tech Jeff Bezos è stato tra i primi a congratularsi con il tycoon per la rielezione dopo aver proibito al "suo" Washington Post di pubblicare un editoriale di endorsement della candidatura di Joe Biden.

Foto Ansa